UCRAINA: FAR FINTA SOLO DI SAPERE COSA NON FARE
UCRAINA: FAR FINTA SOLO DI SAPERE COSA NON FARE
Fonte Foto: https://www.facebook.com/anton.vaganov - https://www.atlanticcouncil.org/blogs/ukrainealert/ukraine-could-join-the-european-union-by-2030/



Le migliaia di persone che ieri sera, 24 febbraio 2022, hanno affollato le piazze delle principali città russe per protestare contro l’invasione dell’Ucraina, consapevoli di rischiare soppressioni e arresti (puntualmente avvenuti), sono portatrici della più forte presa di posizione critica ed etica di questi disgraziati giorni. È l’evidenza di quanto le arbitrarie strumentalizzazioni storiche, pericolose perché se divenissero accettata usualità giustificherebbero qualunque velleità di dannunziana memoria (comprese le rivendicazioni cinesi di Taiwan), siano considerate folli anche da una buona porzione di popolazione russa.


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La questione urgente da risolvere riguarda le regole del relativismo. Proferendo solo di ciò di cui ho diretta memoria (avendone personalmente vissuto tutta la narrazione mediatica), mi chiedo quale sia “eticamente” la differenza tra le invasioni del Kuwait, i soprusi di Milosevic, di Assad o di Gheddafi, rispetto all’invasione dell’Ucraina (mentre sto scrivendo, le truppe di Putin sono a pochi chilometri da Kiev, con buona pace delle intenzioni di esclusiva tutela dei filorussi del Donbass). Perché non si è pensato a “pesantissime sanzioni” anche per l’Iraq o per la Serbia, invece di metterli a ferro e fuoco? Tra l’altro “pesantissime sanzioni” i cui contraccolpi sono molto più gravi per gli europei rispetto agli americani… Purtroppo la risposta, al netto delle retoriche da salotto diplomatico, è di una banalità sconcertante: Putin non solo dispone di missili ipersonici, difficili da intercettare, capaci di trasportare testate nucleari ma anche della giusta dose di follia per utilizzarli (come ha, nemmeno troppo velatamente, già minacciato di fare); inoltre è evidente che non sia troppo “conveniente” preservare l’integrità dell’Ucraina… Insomma, non ne vale la pena… Si difendano da sé… Dopotutto l’Ucraina non fa parte della Nato! E il Kuwait? E il Kosovo? Facevano parte della Nato?


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Insomma, l’etica che giustifica gli interventi militari degli sceriffi dell’universo è relativa (relativa a quanto è militarmente forte l’avversario, relativa a quanto sia economicamente conveniente). Da tale conclusione non voglio che semplicisticamente si deduca che la “cosa giusta” da fare sia intervenire militarmente in difesa dell’Ucraina, perché la rappresaglia nucleare è un problema reale. Rimane però il fatto che il bullo della scuola sta massacrando sotto i nostri occhi il nostro amichetto e noi non stiamo facendo nulla, tranne che dirgli che non giocheremo più con lui. Probabilmente il bullo ci resterà male, dopo, ma nel frattempo continua a massacrare il nostro debole amichetto. I fatti sono questi. Questa è la nostra impotenza che mette a nudo la nostra ipocrita e relativa etica.


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Non voglio appesantire ulteriormente il discorso ma oggi certi scervellamenti filosofici sono quanto mai urgenti e attuali. Perché questa immobilità richiama moltissimo quel salto nel buio a cui Kierkegaard accennava, che non siamo disposti a fare. Questo far finta di sapere cosa fare (o meglio, cosa non fare) è il tradimento della radicale assunzione di responsabilità che per Heidegger definiva (scusate la barbarie semplificativa) l’essenza stessa dell’uomo (infatti per il filosofo tedesco, parafrasando parecchio, l’esserci è l’essere per cui, nella pratica della sua esistenza, ne va del suo essere stesso). Insomma, sapremmo quasi “istintivamente” cosa fare (cioè che la follia di Putin andrebbe fermata) ma non sappiamo come farlo (e quel poco che facciamo non è veramente farlo) per la lecita paura delle potenziali conseguenze in termini distruttivi. Almeno nel ’39 non esisteva ancora la deterrenza nucleare…
Se un referendum mondiale mi chiedesse se sono favorevole all’abolizione degli eserciti nazionali, oggi probabilmente avrei difficoltà a rispondere sì, pensando al fanatismo “panrusso” oggi o dello Stato islamico ieri. E mi dispiace se ho perso il romanticismo dei vent’anni. In cuor mio mi sento ancora un nonviolento. Tuttavia che fare se il Putin di turno s’inventasse un anacronistico irredentismo che mettesse a repentaglio la casa in cui sto dando un tetto ai miei figli?
Fonte Testo: Antonino Rampulla
ARCHIVIO NEWS
CRONACA DELLA PULIZIA DELLA SPIAGGIA DI MARZAMEMI E LETTERA A UN IDIOTA CRONACA DELLA PULIZIA DELLA SPIAGGIA DI MARZAMEMI E LETTERA A UN IDIOTA
Il 17 maggio 2022, i ragazzi del progetto Erasmus "Think Green", organizzato dall’associazione "Attiva-Mente" di Modica, insieme ai ragazzi de L’Albero della Vita di Pachino, si sono incontrati per ripulire la spiaggia di Marzamemi, in contrada Spinazza, da tutto ciò che non rientra esattamente nelle categorie di conchiglie, sabbia o alghe. Armati di sacchi e guanti hanno quindi battuto ogni metro quadrato di spiaggia pubblica, riempiendo numerosi sacchi di rifiuti di ogni tipo (sembra evidente che i bagnanti abbiano convinzioni errate sulle proprietà biodegradabili di vetro e plastica). Io e Gaetano, in qualità di accompagnatori, ci siamo imbucati nella piacevole attività di raccolta e, tra un tubo di lavandino rotto e una bottiglia vuota di birra del discount, di tanto in tanto ne approfittavamo per scattare qualche foto (lui) e dilettarci in bracciate in stile più che libero...
IL SENSO DEGLI ALTRI – RIFLESSIONI SU UN ERASMUS IL SENSO DEGLI ALTRI – RIFLESSIONI SU UN ERASMUS
Nel 1994 l’antropologo Marc Augé pubblicava una fra le sue più importanti e influenti opere letterarie: “Il senso degli altri. Attualità dell’antropologia”. Di fatto vicino al pensiero filosofico per cui l’identificazione di se stessi avviene solo nella relazione con l’alterità, scriveva di quanto il tentativo di comprendere l’altro culturale, fosse di riflesso una ricerca sulla propria identità culturale.In un mondo che viaggia spedito verso strutture politiche sovranazionali, scopro di avere molte meno cose in comune col vicino di casa che con una ragazza rumena o un ragazzo georgiano… Negli anni in cui i nazionalismi stanno tristemente tornando di moda, si può davvero ancora parlare seriamente d’identità nazionale? In altre parole, siamo davvero certi che al ventenne russo importi del “senso” d’identità nazionale di Putin? È chiaro che si tratta di un...
DAL “PANI I CASA” ALLA “SCACCIA”: GENESI DI UNA PIZZA SICILIANA DAL “PANI I CASA” ALLA “SCACCIA”: GENESI DI UNA PIZZA SICILIANA
U pani i casa Conservo vividi ricordi d’infanzia in cui “scendevamo” in Sicilia, a Pachino, per passare le lunghe vacanze estive con i nonni, durante le quali ho avuto più volte il piacere di assistere a uno di quei riti sociali dal sapore antico, tramandato chissà da quante generazioni, comune a gran parte delle famiglie siciliane di cultura rurale: la preparazione del pani i casa. Fino alla fine degli anni ’80, a casa dei miei nonni, con l’ausilio di mia madre prima e di mio zio poi, il pani i casa veniva fatto con frequenza settimanale, poi molto più di rado, fino al quasi completo abbandono dell’abitudine (probabilmente per il diffondersi di panifici sempre più a portata di mano o, semplicemente, per l’evolversi di diversi modi di vita). Nel racconto di mia nonna vi è il tono nostalgico dell’antico, dei sapori di una volta che, per definizione dogmatica,...
SOLO PROPAGANDA? RIFLESSIONI SU UN’INVASIONE SOLO PROPAGANDA? RIFLESSIONI SU UN’INVASIONE
Scrivo questo terzo post sulla guerra in Ucraina come pretesto per la mia personale esigenza di approfondire, per comprendere un evento dopo il quale il mondo sarà certamente, in un modo o nell’altro, radicalmente diverso. La difficoltà, fin da quando, lo scorso anno, sono cominciati a spirare concreti venti di guerra, è stata cercare di intercettare le informazioni più “oggettive “ possibili. La metafora è la recente strage di Bucha: non solo i russi negano che siano responsabili le proprie forze armate ma sostengono perfino che sia tutta una montatura ucraina (e occidentale) per screditarli. L’“operazione speciale” di Putin sarebbe scattata su richiesta dei russofoni del Donbass, rispetto ai quali Kiev, dal 2014, avrebbe addirittura pianificato un genocidio: a questo punto tenderei piuttosto a credere agli osservatori dell’OSCE, di cui ho già scritto in un...
DALL'ATTRATTIVA DELLA NATO AL PRESUNTO GENOCIDIO NEL DONBASS DALL'ATTRATTIVA DELLA NATO AL PRESUNTO GENOCIDIO NEL DONBASS
Questo “post” è il frutto della mia personale esigenza di comprendere meglio il fiume d'informazioni e di opinioni che in questi giorni ci sta investendo sul conflitto tra Russia e Ucraina. In particolare ho cercato di comprendere se l’espansione della NATO sia davvero il motore principale delle azioni di Putin, se sia giusto costringere l’Ucraina a un eventuale futuro da Stato-cuscinetto e se davvero nel Donbass ci sia stato un genocidio di cittadini ucraini di etnia russa. LA NATO TRA LUCI E OMBRE La NATO si è costituita poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, in funzione implicitamente anti-sovietica: l’isolamento di Berlino Ovest nel 1948 da parte dell’Armata Rossa, che costrinse le potenze occidentali a organizzare un ponte aereo per rifornirla, fu il fatto determinante alla nascita dell’Alleanza Nord Atlantica. Nel testo del Trattato vi è...
Come nasce ed evolve un campeggio - La cinica verità Come nasce ed evolve un campeggio - La cinica verità
IL PRESUPPOSTO SOCIALE Provengo da una famiglia che nel tempo ha acquisito un relativo benessere economico, non per qualche tipo di arcana rendita passiva, ma semplicemente per le scelte lavorative e di gestione economica di mio padre e mia madre. Tutti i miei nonni erano infatti semplici contadini che, grazie al duro lavoro in campagna, non stavano male ma non navigavano nemmeno nell’oro. Stavano comunque abbastanza bene da consentire ai figli di studiare. Da figlio di contadini, mio padre ha così potuto pensionarsi da Generale dell’Esercito Italiano. SENZA SOLDI NON SI CANTA MESSA Per realizzare il camping, ho tentato di intercettare i fondi che l’Europa elargisce tramite la Regione Sicilia. Tuttavia, tra le presidenze di Cuffaro e Lombardo, quei fondi risultavano “congelati” (c’erano ma per il momento indisponibili…) In ogni caso, per accedere a quei...
NON CHIAMATELO MAESTRO – DIECI CANZONI CHE NON CI STANCHEREMO MAI DI ASCOLTARE NON CHIAMATELO MAESTRO – DIECI CANZONI CHE NON CI STANCHEREMO MAI DI ASCOLTARE
18 maggio 2021: succede quello che purtroppo da un momento all’altro, da tempo, sapevamo che sarebbe accaduto. La voce stanca del suo commiato, del suo testamento spirituale, Torneremo ancora, scritto a quattro mani con l’amico Juri Camisasca, anche autore della splendida Nomadi, già tradiva la speranza di un suo ritorno sulle scene.Scusateci se saltiamo a piè pari l’ennesimo copia/incolla di vita, morte e miracoli di Franco Battiato. Di lui potete leggere quel che volete, dove volete, perché tantissimo in questi giorni, forse anche un po’ ipocritamente, è stato scritto. Semplicemente, non chiamatelo Maestro, perché più volte ha espresso pubblicamente disagio verso l’epiteto che, quando ci si è resi conto della portata incredibile della sua vena artistica e culturale, gli stessi che prima l’hanno denigrato per i suoi avanguardistici esordi, via via si sono affrettati...
CRONACA DI UNA RICETTA: QUANDO BRIOCHE FA RIMA CON STRUTTO CRONACA DI UNA RICETTA: QUANDO BRIOCHE FA RIMA CON STRUTTO
Ve lo confessiamo: per campanilismo regionale e per eccesso salutista avremmo preferito utilizzare il nostro olio d’oliva e le nostre farine (semole varie e maiorca). Ci abbiamo provato. Abbiamo fatto innumerevoli sperimentazioni. Tuttavia dobbiamo arrenderci all’evidenza. I risultati migliori li abbiamo ottenuti con gli ingredienti contro i quali abbiamo costantemente tifato: manitoba e strutto. Della manitoba ne abbiamo già abbondantemente parlato a più riprese: si tratta essenzialmente di una farina di forza di grano tenero, purtroppo per buona parte d’importazione. Cos’è invece lo strutto? Lo strutto è un grasso alimentare ottenuto dalla cottura del tessuto adiposo del maiale (in particolare dall’area dorsale e surrenale), filtrato e lasciato raffreddare. In Sicilia, durante la dominazione spagnola (tra il XVI e XVII secolo), l’antico termine...