NON CHIAMATELO MAESTRO – DIECI CANZONI CHE NON CI STANCHEREMO MAI DI ASCOLTARE
NON CHIAMATELO MAESTRO – DIECI CANZONI CHE NON CI STANCHEREMO MAI DI ASCOLTARE
Fonte Foto: https://www.battiato.it/
18 maggio 2021: succede quello che purtroppo da un momento all’altro, da tempo, sapevamo che sarebbe accaduto. La voce stanca del suo commiato, del suo testamento spirituale, Torneremo ancora, scritto a quattro mani con l’amico Juri Camisasca, anche autore della splendida Nomadi, già tradiva la speranza di un suo ritorno sulle scene.


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Scusateci se saltiamo a piè pari l’ennesimo copia/incolla di vita, morte e miracoli di Franco Battiato. Di lui potete leggere quel che volete, dove volete, perché tantissimo in questi giorni, forse anche un po’ ipocritamente, è stato scritto. Semplicemente, non chiamatelo Maestro, perché più volte ha espresso pubblicamente disagio verso l’epiteto che, quando ci si è resi conto della portata incredibile della sua vena artistica e culturale, gli stessi che prima l’hanno denigrato per i suoi avanguardistici esordi, via via si sono affrettati a ripetere pappagallicamente.


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Qui vogliamo invece raccogliere le sue le dieci canzoni per noi più rappresentative, quelle che difficilmente ci stancheremmo mai d’ascoltare, quelle che secondo noi dovrebbe conoscere chiunque abbia espresso il proprio dispiacere sui social per la morte di Franco Battiato. Sono scelte "a pelle", senza razionalizzare eccessivamente. Non è una classifica, non c’è nessun ordine, sono, come si suole dire qui in Sicilia, elencate a muzzo:

Radio Varsavia
Mal d’Africa
Un'altra vita
L’animale
E ti vengo a cercare
L’oceano di silenzio
Povera Patria
L’ombra della luce
Caffè de la paix
La cura



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E se invece parlassimo di album interi? Contrariamente a quanto è stato in questo periodo scritto riguardo a La voce del padrone, disco in ogni caso meraviglioso, in considerazione del fatto che personalmente riteniamo il periodo fra il 1988 e il 1993 l’apice compositivo dell’immenso Battiato, se dovessimo consigliarne solo tre, non avremmo dubbi:

Fisiognomica
Come un cammello in una grondaia
Caffè de la Paix


"Caro inconsapevole nostro amico, riferimento e rifugio, ci mancherai tantissimo. Addio."
Fonte Testo: Antonino Rampulla
ARCHIVIO NEWS
CRONACA DI UNA RICETTA: QUANDO BRIOCHE FA RIMA CON STRUTTO CRONACA DI UNA RICETTA: QUANDO BRIOCHE FA RIMA CON STRUTTO
Ve lo confessiamo: per campanilismo regionale e per eccesso salutista avremmo preferito utilizzare il nostro olio d’oliva e le nostre farine (semole varie e maiorca). Ci abbiamo provato. Abbiamo fatto innumerevoli sperimentazioni. Tuttavia dobbiamo arrenderci all’evidenza. I risultati migliori li abbiamo ottenuti con gli ingredienti contro i quali abbiamo costantemente tifato: manitoba e strutto. Della manitoba ne abbiamo già abbondantemente parlato a più riprese: si tratta essenzialmente di una farina di forza di grano tenero, purtroppo per buona parte d’importazione. Cos’è invece lo strutto? Lo strutto è un grasso alimentare ottenuto dalla cottura del tessuto adiposo del maiale (in particolare dall’area dorsale e surrenale), filtrato e lasciato raffreddare. In Sicilia, durante la dominazione spagnola (tra il XVI e XVII secolo), l’antico termine...
TRIPADVISOR TRAVELLERS’CHOICE: ACQUA AL PROPRIO MULINO… TRIPADVISOR TRAVELLERS’CHOICE: ACQUA AL PROPRIO MULINO…
Stamane, mentre bazzicavo sul sito del camping per controllare che il sistema di prenotazione funzionasse a menadito, notavo distrattamente che il logo del certificato d’eccellenza di Trip Advisor è fermo al 2018… Non che ce ne sia mai importato moltissimo, tuttavia, come si sul dire alle nostre latitudini, è un riconoscimento che comunque fa sciacquazza. E dal 2019 che è successo? A parte un leggero incremento delle recensioni su Google (dove il sistema recensivo forse è percepito come più snello e rapido) rispetto a Trip Advisor, la qualità e la quantità di recensioni è rimasta più o meno costante. E quindi? Non è che per caso hanno influito le recenti scaramucce per recedere dal contratto Business Advantage (questione risolta dopo mesi di mail, pec e telefonate, da un gentile Customer Success Executive)? La curiosità a questo punto si insinua tra le mie...
TRA I LIEVITATI DI CHRISTIAN E LA SCIENZA DI BRESSANINI TRA I LIEVITATI DI CHRISTIAN E LA SCIENZA DI BRESSANINI
Nel momento in cui vi diremo che curiamo il nostro blog a prescindere dalla palese associazione con la nostra attività professionale, non credeteci perché staremmo stupidamente mentendo. Ovviamente senza alcuna passione non può venir fuori nulla d’interessante e credibile. Ma è chiaro che se qualche lettore casuale, attratto dai nostri contenuti, finisca anche per incuriosirsi della nostra attività o semplicemente veda distrattamente il nostro logo, non è che ci faccia proprio schifo… Per concludere la “sagra delle ovvietà fintamente segrete”, ci sembra doveroso ricordare che anche chi cura un canale su Youtube o un gruppo su Facebook, se offre contenuti originali e di qualità, ha certamente impiegato ore, ore e ore di studio e lavoro per offrirli comunque gratuitamente, ed è sacrosanto se riesca infine a rimborsarsi almeno le spese o perfino a guadagnarci qualcosa con...
GRANI ANTICHI TRA OLIO D’OLIVA E AUTOLISI GRANI ANTICHI TRA OLIO D’OLIVA E AUTOLISI
Stiamo cercando di abbandonare del tutto l’utilizzo di farine non-siciliane per i nostri prodotti lievitati, non solo per il piacere di riscoprire quei grani antichi che, a prescindere dalla moda del momento, i nostri nonni realmente utilizzavano, non solo per prendere le distanze da quei sapori standardizzati che ormai ovunque possiamo trovare, ma anche perché i criteri di produzione di grano in Italia, a differenza delle giurisdizioni d’oltreoceano, limitano fortemente l’uso di fitosanitari la cui effettiva innocuità per l’uomo è ancora da dimostrare. Anche se finora ci siamo riforniti da molini italiani e siciliani è ovvio che particolari farine di forza non possano essere del tutto derivanti da frumento coltivato nel Bel Paese, semplicemente per improbabilità statistica (dato che la produzione in territorio italiano di grano tenero copre solo il 30% del fabbisogno...
DAI COCCODRILLI NELLE FOGNE DI NEW YORK ALLA BRUCIATURA DELLE TEGLIE IN FERRO BLU DAI COCCODRILLI NELLE FOGNE DI NEW YORK ALLA BRUCIATURA DELLE TEGLIE IN FERRO BLU
Se, come noi dell’Agricamping Sophia, sei appassionato di pizze in teglia e focacce, ti è certamente giunta notizia o hai casualmente letto delle miracolose doti di cottura delle leggendarie teglie in ferro blu. Per curiosità, complice anche il lockdown a causa del Covid-19, ne abbiamo acquistato un paio, per uso privato, da produttori diversi. Essendo al corrente, tramite la frequentazione di forum specializzati e la lettura di una miriade di articoli in rete, della fantomatica bruciatura che dovrebbe essere un’operazione preliminare necessaria per dare il via libera al loro utilizzo, ci siamo acriticamente prodigati nel seguire alla lettera una delle guide scovate fra i primi risultati di Google. L’esito? Tanto fumo, odore di olio bruciato in tutta la casa e due teglie apparentemente rovinate. Immediatamente consultati i forum di cui abbiamo accennato, la diagnosi è che...
RIFLESSIONI SUL LIEVITO MADRE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS RIFLESSIONI SUL LIEVITO MADRE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS
Scagli la prima pietra chiunque non abbia mai impastato (almeno la propria prima volta in assoluto…) alla penem canis, scaricando un intero cubetto da 25 grammi di lievito di birra in mezzo chilo di farina, come se avesse dovuto far lievitare anche la ciotola … E dopo un paio d’ore (miracolo!) ritrovarsi a sgranocchiare con difficoltà il biscottoso o gommoso risultato chiedendosi perché non ricordasse nemmeno lontanamente una pizza...Il “problema” è che, come già più approfonditamente spiegato riguardo alla fantomatica autolisi, se la lievitazione avviene più rapidamente della sintesi proteica, quell’impasto perde di edibilità e diviene più indicato per utilizzi alternativi, ad esempio come colla… La lievitazione non è l’unico processo chimico e microbiologico che avviene in un impasto ma certamente è tra i più importanti. E se alle soglie della “fase...
FENOMENOLOGIA DEL FOCACCISMO: AUTOLISI O POOLISH? FENOMENOLOGIA DEL FOCACCISMO: AUTOLISI O POOLISH?
Salto brutalmente preamboli e introduzione, se ne sentite la mancanza leggete pure la precedente disamina fenomenologica concernente poolish, biga e proof . Lo scopo è, sic et simpliciter, cercare di comprendere, tramite test empirici, quali siano i migliori modi per godere di uno fra i doni più graditi che madre natura e l’ingegno umano ci hanno fatto: la focaccia! Cos’è il poolish? È un prefermento preparato con egual parti di acqua e farina e una quantità (per quanto mi riguarda) minima di lievito, meglio se infilato in frigorifero (ovviamente in una ciotola…), tanto i lieviti sono attivi anche tra i 4 e gli 8 gradi Celsius, per 16 ore (se a temperatura ambiente, per molto meno tempo ma sarà differente anche la qualità finale del poolish). Vale sempre la regola dei lievitati: se avete fretta, le crespelle (crepes, per i francofili) si preparano in molto meno tempo…...
FENOMENOLOGIA DEL FOCACCISMO: ORIENTARSI TRA POOLISH, BIGA E PROOF FENOMENOLOGIA DEL FOCACCISMO: ORIENTARSI TRA POOLISH, BIGA E PROOF
Come qualche milioncino di italiani, sto “approfittando” di questo periodo di forzata ma inevitabile quarantena per testare alcune ricette di impasto e procedimenti di cottura in vista di migliorare le mie versioni di alcuni lievitati siciliani. Una premessa è d’obbligo: tutto ciò che è tradizionale soffre il limite di essere più o meno codificato e qualunque tentativo di introdurre un ingrediente o osare un procedimento esogeno viene per lo più aggredito e rigettato dai tradizionalisti radicali. Che ciò avvenga per timore di scoprire che si possa ottenere una versione migliore, nel nostro specifico caso, di focaccia che metta in discussione la sapienza culinaria antica e sacralizzata della nonna? A scanso di fraintendimenti, con questo non voglio dire che le nonne cucinino male, anzi… Ma che spesso è necessario un po’ di coraggio, di accettazione che alcune...