IMPOSTA DI SOGGIORNO: SERVE DAVVERO AL TURISMO?
IMPOSTA DI SOGGIORNO: SERVE DAVVERO AL TURISMO?
Fonte Foto: Marta Liotta
L’Agricamping Sophia ricade nel Comune di Noto. Pur trovandosi a ridosso di Pachino, fa parte di uno dei territori comunali più grandi d’Italia, eredità dell’importanza e dell’influenza storica che perfino Roma riconobbe concedendo alla Città di Noto l’onore di essere considerata civitas foederata, al pari di sole altre due città siciliane: Messina e Taormina. Tuttavia, in soldoni (in senso letterale…), significa che anche gli ospiti dell’Agricamping Sophia sono purtroppo tenuti a versare al Comune di Noto l’imposta di soggiorno, entrata in vigore dall’1 gennaio 2016.
Introdotta in Italia nel 1910, poi abrogata nel 1989 in favore del flusso turistico previsto per i Mondiali di calcio del 1990, è stata reintrodotta, dall’ultimo (nella speranza che resti tale) Governo Berlusconi nel marzo 2011, in seno al decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale, poco prima di lasciare il testimone al dictator Monti nel novembre dello stesso anno.

COME FUNZIONA (per quanto ci riguarda)

Se hai un’età compresa tra 15 e 75 anni, si tratta in buona sostanza di versare 1 euro a pernottamento (fino a un massimo di quattro pernottamenti, quindi, male che vada, al massimo 4 euro), a fronte di ricevuta (non fiscale) del pagamento effettuato, nel salvadanaio che predisporremo ad hoc. Al termine della stagione l’Agricamping Sophia verserà alla tesoreria del Comune di Noto, tramite bonifico bancario, la somma dovuta contenuta nel salvadanaio.

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CHI È ESENTE

Sono quindi esenti gli under 15 e gli over 75, ovviamente i residenti nel Comune di Noto, gli invalidi al 100%; gli assistenti di degenti ricoverati presso strutture sanitarie del territorio (un accompagnatore a paziente, due accompagnatori se il degente è un minore di 18 anni); gli studenti universitari che partecipano a progetti di scambio culturale o iscritti al Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale; gli sposi in viaggio di nozze che esibiscano idonea documentazione a supporto (giuro che c’è scritto esattamente così…); un autista di pullman e un accompagnatore turistico ogni 25 turisti, che assistono gruppi organizzati da agenzie di viaggi e turismo; atleti tesserati, componenti di società sportive, che partecipano a tornei federali svolti nel comune di Noto, se esibenti la relativa documentazione; appartenenti alle forze di polizia (statali e locali), al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile che soggiornano per motivi di servizio; soggetti ospitati a titolo gratuito dalla struttura ricettiva (la quale può “disporre” fino a un massimo di 12 pernottamenti ad anno solare) al fine di promuovere attività turistiche.

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RESPONSABILITÀ DELLA SUA RISCOSSIONE

I proprietari delle strutture ricettive hanno la responsabilità di informare i propri ospiti su tale imposta e, in quanto forzatamente investiti del ruolo di esattori comunali, hanno la responsabilità della sua riscossione. Per tale “disturbo” le strutture ricettive riceveranno un rimborso pari a ben il 2% delle imposte riscosse… Ometto tutta la serie di sanzioni e misure punitive nel caso mancanze, violazioni e omissioni varie.

A COSA SERVE

Servirebbe a finanziare attività e infrastrutture correlate al turismo, quali (cito dalla delibera n. 89 dell’1/12/2015 del Consiglio Comunale di Noto) sviluppo degli itinerari tematici e dei circuiti di eccellenza, ristrutturazione e adeguamento delle strutture e dei servizi destinati alla fruizione turistica, interventi di manutenzione e recupero dei beni culturali, paesaggistici e ambientali, sviluppo di punti di accoglienza ed informazione e di sportelli di conciliazioni per i turisti, finanziamento di azioni di marketing turistico, incentivazione di progetti e di manifestazioni volti a favorire il soggiorno di giovani, famiglie ed anziani presso le strutture ricettive, ubicate nel territorio comunale, durante i periodi di bassa stagione, interventi destinati alla formazione ed all'aggiornamento delle figure professionali operanti nel settore turistico, con particolare attenzione allo sviluppo dell'occupazione giovanile, iniziative tese ad incentivare e migliorare i trasporti e incrementare i collegamenti nel territorio, finanziamento di progetti volti ad incentivare la fruizione del territorio come set per produzioni fotografiche o cinematografiche, finanziamento di progetti legati all'intrattenimento e alto spettacolo o ad attività culturali.

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CONSIDERAZIONI PERSONALI E “POLITICHE”

Abbiamo notato che l’ospite reagisce quasi sempre con fastidio alla comunicazione di dover pagare, oltre alla tariffa dovutaci per il soggiorno al camping, anche l’imposta di soggiorno, perché per quanto l’importo sia relativamente trascurabile, chi sceglie di soggiornare in un camping, oltre ad essere probabilmente un amante del turismo open air, lo fa soprattutto perché si tratta di una sistemazione low cost. Quindi, a maggior ragione in questi tempi di crisi economica e occupazionale, anche quei pochi euro in più pesano per una coppia di studenti o per una famiglia che non a caso sceglie di passare la propria vacanza in tenda…
Crediamo inoltre che il turismo, per essere incentivato, vada defiscalizzato il più possibile, specialmente se, come in questo caso, a carico addirittura degli ospiti, i quali fanno di per sé girare quel bel po’ di moneta che di riflesso ricade anche nelle casse comunali. Tuttavia, se effettivamente quest’imposta servisse, ad esempio, a interventi di reale “sostanza” come mettere in piedi una linea di trasporto pubblico che faccia fermata in luoghi d’attrazione turistica e culturale come Vendicari o la Villa Romana del Tellaro, impossibili da raggiungere se non con mezzi privati (fatto, a nostro modestissimo parere, vergognoso), potrebbe effettivamente avere un’utilità. Chi vivrà vedrà.
Fonte Testo: Antonino Rampulla
ARCHIVIO NEWS
IL PITONE MESSINESE NON È UN SERPENTE MA UN PIDUNI! IL PITONE MESSINESE NON È UN SERPENTE MA UN PIDUNI!
Al pari della focaccia tradizionale, il pitone è una prelibatezza tipicamente messinese. A differenza dell’arancino/a che con alterna fortuna è possibile assaggiarlo/a in ogni angolo della Sicilia (tenendo debitamente in considerazione che ogni provincia propone la propria versione e una specifica desinenza), il pitone si può degustare quasi esclusivamente nei pressi della Città dello Stretto.Di origine popolare, come del resto la stragrande maggioranza delle pietanze tradizionali, il pitone è assimilabile a un calzone fritto a pasta non lievitata. Il nome, diffuso tra la maggior parte dei messinesi e nelle rosticcerie della città, è una storpiatura del dialettale piduni che significa piedone, poiché la sua forma ricorderebbe un grosso piede.La ricetta comune prevede l’utilizzo dello strutto, necessario a dare morbidezza all’impasto non lievitato. Proprio per questa sua...
PIZZA? TRA MESSINA E PACHINO, TRA FOCACCE E SCACCE. PIZZA? TRA MESSINA E PACHINO, TRA FOCACCE E SCACCE.
Sulla rivisitazione di Cracco della pizza margherita, l’ipercritico popolo dei social, costituito dalle geniali menti di lungimiranti economisti, navigati allenatori di calcio, colleghi tout court di Pico de Paperis ed esperti chef, dal solo sguardo distratto alle tante foto reperibili sul web dell’ormai celebre e discussa pietanza, ha mosso dubbi perfino sulla sua commestibilità… Tuttavia, a prescindere dal tempo “perso” (non certamente per le sue tasche…) a sciorinare giudizi sulle prove dei concorrenti di Masterchef, esperienza che l’ha tanto distratto dai fornelli da costargli una stella Michelin, è probabile che la fama di Cracco in cucina (rigorosamente Scavolini, sia chiaro…) non sia dovuta solo al ruolo televisivo. Mi chiedo quindi a che titolo possa proferir parola in merito anche chi al comunque abusato attributo gourmet riesce al massimo ad associare il...
VISITA ALLERGOLOGICA A PACHINO VISITA ALLERGOLOGICA A PACHINO
Con l’avvicendarsi della stagione primaverile si avvicina anche il periodo in cui verranno messe a dura prova non solo le lame del trattorino tagliaerba (dato il prosperare rigoglioso di ogni tipo di graminacea su ogni angolo dell’Agricamping Sophia), ma anche le nostre povere mucose nasali e i nostri ansimanti bronchi, nonostante il tentativo di improbabili slalom tra pollini vari e infiorescenze di olivi. Eppure non possiamo certamente sottrarci ai tanti lavori di manutenzione e “aggiornamento” al fine di rendere più piacevole la permanenza dei nostri futuri ospiti nella nostra agreste struttura ricettiva. Orsù dunque, al via tutte le prove allergiche necessarie per determinare con discreta esattezza di quali farmaci abbisogna il nostro organismo al fine di non perdere il vigore opportuno all’esecuzione dei lavori anzi citati!A chi rivolgersi? Se siete in Sicilia, in...
RECENSIONE SEMISERIA DI SOLDI DI MAHMOOD RECENSIONE SEMISERIA DI SOLDI DI MAHMOOD
Diciamola tutta: non avrei scommesso un solo euro sulla vittoria di Mahmood al Festival di Sanremo. Non tanto per la lontananza del brano proposto dai canoni tipici della canzone sanremese, quanto semplicemente perché non credevo potesse piacere al tal punto. In realtà il verdetto popolare (tramite il televoto) avrebbe premiato l’artista Ultimo, tuttavia la giuria demoscopica (ossia un campione di 300 abituali fruitori di musica), la giuria della Sala Stampa (formata cioè dai giornalisti accreditati) e la giuria d’Onore (composta sia da esperti del settore, sia da vip che con la musica non c’entrano proprio nulla…), ha decretato la vittoria di Soldi di Mahmood. Il cantante Ultimo, tramite un video recentemente postato su Instagram, avrebbe in buona sostanza gridato allo scandalo per l’arbitrario principio della preminenza popolare rispetto alle tre giurie di fatto...
LA MIA FOCACCIA…SICILIANA LA MIA FOCACCIA…SICILIANA
Culinariamente cresciuto tra Messina e Pachino, dilettandomi tra forni e fornelli, ho per forza di cose sviluppato una visione sincretica della cucina siciliana, in special modo dei prodotti panari. La cucina regionale è infatti estremamente varia e differente da provincia a provincia. La ragione è storica: vari e differenti sono stati gli influssi culturali delle tante dominazioni susseguitesi e accavallatesi, le quali hanno più o meno contaminato determinate zone della Sicilia. Complicato identificare un chiaro filo conduttore tra il cous cous trapanese, la scaccia ragusana, la cipollina catanese, la pasta con le sarde palermitana e le braciole messinesi. Un tour culinario della Sicilia si rivelerebbe talmente ricco e complesso da non scontentare nessun palato. Tuttavia non bisogna stupirsi se in una rosticceria messinese non potrete mai assaggiare una scaccia ragusana e in una...
TORRE SCIBINI: SIMBOLO DI PACHINO (E MENO MALE…) TORRE SCIBINI: SIMBOLO DI PACHINO (E MENO MALE…)
Tra i monumenti più importanti di Pachino, tanto da essere stilizzata nello stemma araldico della città, la torre Scibini (o Xibini, poiché in passato l’imperfetta scrittura dei termini inizianti con le lettere S e C, spesso tracciate troppo vicine tra loro, dava adito all’errore di trascrizione in X) giace dimenticata sul bordo di una trazzera di campagna, a un paio di chilometri dal centro abitato. Torre Scibini, che subì copiosi danni a causa del sisma che nel 1693 rase al suolo Noto, è stata timidamente ma efficacemente ristrutturata solo nel 1994 da parte della Soprintendenza di Siracusa. Da allora la sua valorizzazione migliore è stata ad opera dalle piante di cappero che floridamente crescono alla sua base…Acquisito nel 1395, durante la dominazione spagnola della Sicilia, dal barone Mainitto Xurtino (o Sortino) di Palazzolo (Acreide), il feudo Scibini era...
PRIMA I…SICILIANI! L’ORIGINE DELLA SICILIANITÀ PRIMA I…SICILIANI! L’ORIGINE DELLA SICILIANITÀ
In matematica si definisce assioma un principio che si ritiene vero per evidenza. In altre parole tale verità non ha necessità d’essere dimostrata. In termini religiosi vi si dovrebbe credere per fede. Ad esempio, sull’evidenza che per due punti passi una sola retta si è costruita la geometria euclidea che fino in epoca moderna si è ritenuta l’unica geometria possibile. Affermare Prima i siciliani! presuppone che esista una definita e identificabile sicilianità, che non può ridursi al solo nascere o abitare in Sicilia, altrimenti mio fratello, che si è da poco trasferito a Milano, non sarebbe più siciliano o rischierebbe di perdere, dopo un dato periodo (che nessuno studio scientifico ha ancora determinato…), tale status. Occorre quindi capire quale sia l’assioma che dà il via alla costruzione della sicilianità. È ampiamente smentito che la genetica possa...
ELORO: COSA (NON) VEDERE ELORO: COSA (NON) VEDERE
Del sito archeologico di Eloro ne abbiamo già accennato qui. Si tratta dei resti di un’antica polis, colonia di Siracusa, che purtroppo non c’è verso di poter ufficialmente visitare: tutta l’area è recintata e abbandonata. Fortunatamente l’ufficiosità offre un paio d’inaspettate possibilità a ridosso del mare… La vegetazione incolta, il terreno scosceso, la presenza di pozzi (in verità messi in relativa sicurezza con delle grate in metallo dai volenterosi archeologi che nel secolo scorso si sono occupati dei pochi e insufficienti scavi) e di colpetti di zappa e ruspa qua e là per opera di industriosi tombaroli, rendono la visita del sito non priva di pericoli (rischio di una bella multa a parte). Dal punto di vista della sicurezza è quindi giustificata la sua recinzione. È l’incuria e il suo abbandono che fatico ad accettare. Soprattutto alla vista della villetta...